Volt per divisione
Lo «zoom» in altezza. Se il segnale esce dallo schermo, aumenta i volt per quadretto; se è una riga piatta, diminuiscili.
Ingegneria · Strumenti
È lo strumento che fa vedere l'elettricità mentre cambia. Qui capisci a cosa serve, giri le manopole di uno vero (simulato) e impari a misurare i segnali di Arduino.
Un tester ti dice quanta tensione c'è in un punto, con un numero. L'oscilloscopio ti fa vedere come cambia nel tempo, con un disegno: una linea che sale quando la tensione sale e scende quando scende. È come passare da una fotografia a un filmato. Serve ogni volta che un segnale si muove troppo in fretta per l'occhio: un LED che lampeggia mille volte al secondo, un sensore, un motore, la voce in un microfono.
Lo «zoom» in altezza. Se il segnale esce dallo schermo, aumenta i volt per quadretto; se è una riga piatta, diminuiscili.
Lo «zoom» nel tempo. Vuoi vedere due o tre onde intere: se sono troppo fitte, diminuisci il tempo per quadretto.
Dice allo strumento da che punto cominciare a disegnare: «parti ogni volta che il segnale sale oltre questo livello». Senza, l'onda scorre e balla; con il trigger giusto, sta ferma.
Sposta la traccia in alto o in basso, per metterla dove si legge meglio. Non cambia la misura.
Dodici lezioni in ordine, dalla più semplice alla più difficile. Ognuna è breve; dove c'è il pulsante, puoi provarla subito sullo strumento.
Una pila dà una tensione ferma: 1,5 volt adesso, 1,5 tra un'ora. Si chiama continua. Ma quasi tutto quello che è interessante in elettronica cambia: il suono in un microfono, il battito del cuore, i bit che viaggiano tra due chip.
Un segnale è una tensione che cambia nel tempo portando un'informazione. L'oscilloscopio lo disegna: tempo in orizzontale, tensione in verticale. Tutto il resto dello strumento serve solo a far stare quel disegno nello schermo, fermo e leggibile.
Lo schermo è diviso in 10 quadretti in larghezza e 8 in altezza, le «divisioni». Le due linee centrali hanno anche delle tacche piccole: ogni tacca è un quinto di divisione.
La griglia è un righello: non si misura a occhio la curva, si contano i quadretti e si moltiplica per quanto vale un quadretto. Quel valore lo decidi tu con due manopole, ed è sempre scritto sullo schermo.
Dice quanti volt vale un quadretto in altezza. Gli scatti seguono sempre la serie 1-2-5: 1 mV, 2 mV, 5 mV, 10 mV… fino a 5 o 10 volt.
Regola: il segnale dovrebbe occupare da metà a tre quarti dello schermo in altezza. Troppo piccolo: perdi precisione. Troppo grande: esce dallo schermo e non vedi le creste.
Posizione verticale: sposta la traccia su e giù senza cambiare la scala. La freccia sul bordo sinistro segna dove sta lo zero volt.
Dice quanto tempo vale un quadretto in larghezza: da miliardesimi di secondo a secondi. Anche qui, scatti 1-2-5.
Regola: cerca di vedere due o tre periodi interi. Se le onde sono fitte come un pettine, diminuisci il tempo per divisione; se vedi solo un pezzo di salita, aumentalo.
T = divisioni × tempo/divIl periodo.f = 1 / TLa frequenza. 1 ms → 1 kHz; 20 ms → 50 Hz.Lo strumento disegna lo schermo, da sinistra a destra, migliaia di volte al secondo. Se ogni disegno cominciasse da un punto a caso dell'onda, vedresti un groviglio che scorre. Il trigger («grilletto») dice: comincia a disegnare sempre nello stesso punto dell'onda.
I tre modi: Auto disegna comunque, anche senza trigger (comodo per cominciare); Normal disegna solo quando scatta (per eventi rari); Single scatta una volta sola e si ferma: cattura un evento unico, come la pressione di un pulsante.
DC mostra il segnale così com'è, con la sua parte fissa. È la scelta normale.
AC mette un condensatore in serie all'ingresso, che blocca la parte fissa e lascia passare solo quella che varia. Serve per vedere un disturbo di pochi millivolt sopra un'alimentazione di 12 volt: in DC dovresti usare una scala grande e il disturbo sparirebbe.
GND stacca l'ingresso e lo mette a massa: disegna una linea piatta, per vedere dov'è lo zero.
Attenzione: in AC i segnali molto lenti vengono deformati, perché il condensatore li «mangia».
La sonda non è un semplice filo. In posizione ×10 contiene una resistenza da 9 milioni di ohm che, con il milione dell'ingresso, divide il segnale per dieci. Vantaggi: carica dieci volte meno il circuito, regge tensioni più alte e ha una banda più larga. Svantaggio: i segnali piccoli diventano piccolissimi.
Sullo strumento va impostato lo stesso fattore, altrimenti leggi dieci volte di meno.
La compensazione. Ogni sonda ha una vitina che regola un piccolo condensatore. Si collega la punta all'uscita di prova dello strumento (un'onda quadra da 1 kHz) e si gira la vite finché gli spigoli sono netti: se sono arrotondati la sonda è «sottocompensata», se hanno una punta è «sovracompensata». Va fatto ogni volta che si cambia sonda o canale.
Vpp = Vmax − VminPicco-picco: tutta l'altezza dell'onda.Vrms = Vp / √2 ≈ 0,707 · VpIl valore efficace di una sinusoide: la tensione continua che scalderebbe allo stesso modo una resistenza. I 230 V di casa sono efficaci: il picco è 325 V.duty = t alto / TLa frazione di tempo in cui un'onda quadra sta alta.tempo di salita: dal 10% al 90%Quanto impiega un fronte a salire. Dice quanto è «veloce» un segnale digitale.fase = Δt / T × 360°Con due canali: il ritardo tra due onde della stessa frequenza, espresso in gradi.VmediaIl valore medio: per un PWM a 5 V con duty 50% è 2,5 V.Gli strumenti digitali le calcolano da soli, e hanno i cursori: due righe da spostare a mano sullo schermo, che danno la differenza di tempo o di tensione tra due punti.
Ogni oscilloscopio «taglia» le frequenze alte. La banda è la frequenza a cui una sinusoide viene mostrata al 70,7% della sua vera ampiezza (meno 3 decibel): a quella frequenza l'errore è già del 30%.
tempo di salita ≈ 0,35 / bandaUno strumento da 100 MHz non può mostrare fronti più rapidi di 3,5 nanosecondi.banda ≥ 5 × frequenza del segnaleRegola pratica per le onde quadre: un'onda quadra è fatta di tante sinusoidi (le armoniche) a frequenze multiple, e per vederla quadrata servono almeno le prime cinque.Per questo un'onda quadra da 20 MHz, su uno strumento da 20 MHz, sembra una sinusoide.
Un oscilloscopio digitale non vede il segnale di continuo: lo campiona, cioè lo misura tante volte al secondo, e poi unisce i punti.
fc > 2 · fmaxIl teorema del campionamento: servono più di due campioni per periodo. In pratica se ne vogliono almeno dieci.tempo registrato = memoria / frequenza di campionamentoCon 1 milione di punti a 1 miliardo di campioni al secondo si registra 1 millesimo di secondo.Aliasing: se campioni troppo piano, i punti cadono su un'onda che non esiste, più lenta di quella vera. È lo stesso effetto delle ruote che sembrano girare al contrario nei film. Se un segnale ti sembra troppo lento per essere vero, diminuisci il tempo per divisione e guarda se cambia.
Attenzione: quando allunghi il tempo per divisione, lo strumento è costretto ad abbassare la frequenza di campionamento per far stare tutto in memoria. Più memoria vuol dire poter guardare a lungo senza perdere i dettagli.
A sinistra scegli il segnale da misurare, come se lo collegassi alla sonda. A destra giri le manopole dell'oscilloscopio finché lo vedi bene.
Il segnale collegato alla sonda
È un simulatore per imparare: disegna segnali calcolati, non misura niente di reale. Le regole sono quelle di uno strumento vero: schermo da 10 × 8 divisioni, scatti 1-2-5 delle manopole, trigger sul fronte.
Ti do un segnale sconosciuto. Regola lo strumento nella scheda accanto, conta i quadretti e scrivi la risposta. Le misure automatiche qui sono spente: si impara contando.
Conta i quadretti e moltiplica per il valore di una divisione, scritto in basso sullo schermo.
Risposte giuste: 0
Arduino è il compagno perfetto per imparare l'oscilloscopio: lavora a 5 volt, tensioni innocue, e produce segnali puliti e facili da riconoscere.
Un'onda quadra tra 0 e 5 volt. La frequenza è fissa: circa 490 Hz sui piedini 3, 9, 10 e 11, circa 980 Hz sui piedini 5 e 6. Cambia solo il duty: analogWrite(9, 64) dà il 25%, analogWrite(9, 128) il 50%, analogWrite(9, 191) il 75%.
Parti da: 1 V/div, 500 µs/div.
Un'onda quadra lentissima: un secondo alta, un secondo bassa, cioè 0,5 Hz. Per vederla serve un tempo lungo.
Parti da: 1 V/div, 500 ms/div.
Un impulso ogni 20 millisecondi (50 Hz). È la larghezza dell'impulso a dire l'angolo: circa 1 ms tutto da una parte, 1,5 ms al centro, 2 ms dall'altra.
Parti da: 1 V/div, 5 ms/div.
Quando premi un pulsante, i contatti di metallo rimbalzano per qualche millisecondo: invece di un solo gradino ne vedi tanti, fitti. È il motivo per cui un programma a volte «conta» due pressioni. Si risolve con un piccolo ritardo nel codice.
Parti da: 1 V/div, 1 ms/div, trigger sul fronte di discesa.
Sul piedino 1 (TX) passano i caratteri, un bit alla volta. A riposo la linea è alta. A 9600 baud ogni bit dura 104 microsecondi: un bit di inizio basso, otto bit del carattere (dal meno importante), un bit di fine alto.
Parti da: 1 V/div, 200 µs/div.
Una linea piatta che sale e scende mentre giri: da 0 a 5 volt. Non è un'onda, è una tensione continua: perfetta per capire il «volt per divisione».
Parti da: 1 V/div, 100 ms/div.
Si può, per segnali lenti: il «Plotter seriale» del programma Arduino disegna in un grafico i numeri che mandi con Serial.println. Leggi un piedino analogico in loop, stampi il valore, e vedi la curva. Il limite è la velocità: Arduino Uno legge al massimo qualche migliaio di valori al secondo, quindi va bene fino a poche centinaia di hertz, e solo tra 0 e 5 volt.
void setup() {
Serial.begin(115200);
}
void loop() {
int valore = analogRead(A0); // da 0 a 1023
float volt = valore * 5.0 / 1023; // in volt
Serial.println(volt); // al plotter
}Non servono migliaia di euro. Per Arduino e l'elettronica da hobby bastano strumenti piccoli: conta sapere cosa guardare.
Grandi come un pacchetto di fazzoletti, un canale, banda sotto 1 MHz. Bastano per PWM, servo, pulsanti e audio.
Schermo piccolo e poche funzioni: è un giocattolo serio, non uno strumento da laboratorio.
Lo strumento vero: schermo grande, due canali, misure automatiche, memoria. Basta per quasi tutta l'elettronica digitale e analogica da hobby e da studio.
Occupa spazio sul tavolo e costa come una stampante 3D economica.
Una scatoletta che si collega al computer: lo schermo è il monitor. Comodo per salvare e condividere le misure.
Dipende dal programma del produttore: controlla che funzioni sul tuo sistema.
Banda (MHz)Almeno cinque volte la frequenza più alta che vuoi vedere. Per Arduino Uno, che lavora a 16 MHz, 50-100 MHz sono abbondanti.Campionamento (Sa/s)Campioni al secondo: almeno cinque-dieci volte la banda. 1 GSa/s vuol dire un miliardo.CanaliDue sono il minimo comodo: un segnale e quello con cui confrontarlo.Memoria (punti)Quanti campioni conserva: più memoria, più puoi ingrandire un dettaglio dopo aver fermato l'immagine.Risoluzione (bit)8 bit è lo standard: 256 livelli in altezza. 12 bit servono per segnali piccoli e precisi.Sonde incluseControlla che ci siano, e che siano ×1/×10 commutabili.Non indico modelli né prezzi: cambiano spesso. Le caratteristiche qui sopra sono quelle da confrontare su qualunque scheda tecnica.
Newsletter
Niente spam: solo un avviso quando pubblico qualcosa di nuovo su tecnologia, progetti e cielo.
Funziona da Safari. Se stai usando un altro browser, apri prima sandrofeudo.com in Safari.