Alimentatore da banco
Dà una tensione regolabile e, soprattutto, un limite di corrente: se sbagli un collegamento, il circuito non brucia.
Ingegneria · Strumenti
Calibro, micrometro, multimetro e oscilloscopio: gli attrezzi con cui si misura il mondo. Qui li usi davvero, simulati, impari a leggerli e ti metti alla prova.
Prima di progettare, costruire o riparare qualcosa bisogna sapere quanto: quanto è lungo, quanto è spesso, quanta tensione c'è. Ogni strumento risponde a una di queste domande, con una sua precisione. Saperlo leggere, e sapere quanto fidarsi del numero, è la differenza tra un pezzo che entra e uno da rifare.
Regola pratica: lo strumento deve avere una risoluzione almeno dieci volte più fine della tolleranza che vuoi controllare. Per un foro da 8,00 ± 0,05 mm il calibro è al limite: serve il micrometro.
Dà una tensione regolabile e, soprattutto, un limite di corrente: se sbagli un collegamento, il circuito non brucia.
Produce onde di prova (sinusoidi, quadre, triangolari) per vedere come reagisce un circuito. È il compagno dell'oscilloscopio.
Unisce i componenti. Quello a temperatura regolabile, intorno ai 330 gradi, fa saldature migliori e non rovina i pezzi.
Come un oscilloscopio con tanti canali che vede solo 0 e 1: serve a leggere le comunicazioni tra chip.
Un orologio con una punta: non misura una lunghezza ma una differenza, al centesimo. Serve a controllare se una superficie è piana o un albero gira dritto.
La riga d'acciaio per le misure veloci, la squadra per controllare i 90 gradi.
Stringe una vite con una forza precisa: scatta quando si raggiunge la coppia impostata.
Fa vedere la temperatura come un'immagine a colori: un componente che scalda troppo salta subito all'occhio.
Fai scorrere il corsoio con il cursore: i becchi si aprono e le due scale si muovono come su un calibro vero. Poi impara a leggerlo.
Il nonio è un trucco geometrico del Seicento. Le sue 20 divisioni occupano 39 millimetri: ognuna è lunga 1,95 mm, cioè 0,05 in meno di due millimetri. Se sposti il corsoio di 0,05 mm, si allinea la prima tacca; di 0,10, la seconda; e così via. L'occhio è bravissimo a vedere due righe che combaciano: così si legge il ventesimo di millimetro senza lenti.
risoluzione = 1 mm / numero di divisioni del nonioCon 10 divisioni: 0,1 mm (decimale). Con 20: 0,05 mm (ventesimale). Con 50: 0,02 mm (cinquantesimale).lettura = mm interi + (tacca allineata × risoluzione)La regola generale, valida per qualunque nonio.I becchi grandi stringono il pezzo: diametro di un tubo, spessore di una lamiera.
I becchi piccoli, in alto, si aprono dentro un foro o una cava.
L'astina che esce dal fondo misura quanto è profondo un foro.
Le due facce posteriori del calibro misurano il dislivello tra due piani.
Una vite di precisione: ogni giro del tamburo avanza di mezzo millimetro. Girando di una tacca, ti sposti di un centesimo.
passo della vite = 0,5 mm ; tamburo = 50 divisioniUn giro completo fa 0,5 mm. Ogni divisione vale 0,5 ÷ 50 = 0,01 mm.lettura = mm + (0,50 se spunta la tacca sotto) + centesimiEsempio: 7 mm, tacca sotto visibile, tamburo a 37 → 7 + 0,50 + 0,37 = 7,87 mm.Scegli cosa vuoi misurare, gira il selettore, infila il puntale rosso nella boccola giusta e tocca. Se sbagli qui non succede niente: su uno vero, a volte sì.
V ⎓
Cosa tocchi con i puntali
Frena la corrente e trasforma l'energia in calore. Il valore è scritto con fasce colorate. Si misura in ohm, a circuito spento.
V = R · I
Due lamine separate da un isolante: accumula carica come un piccolo serbatoio, e la restituisce. Lascia passare le variazioni e blocca la corrente continua. Gli elettrolitici hanno un verso: il meno è segnato sul fianco.
Q = C · V · τ = R · C
Una valvola a senso unico: conduce in un verso solo, e per «aprirsi» gli servono circa 0,6 volt (un LED ne vuole da 1,8 a 3,3).
La fascia sul corpo indica il catodo, cioè l'uscita.
Un rubinetto comandato elettricamente. Nel BJT una piccola corrente in base ne comanda una grande tra collettore ed emettitore. Nel MOSFET basta una tensione sul gate, senza corrente.
Ic = hFE · Ib
Tocca un caso per vedere dove mettere il selettore, dove i puntali e cosa devi leggere. Quasi tutti li puoi provare anche sul multimetro qui sopra.
Selettore: V ⎓
Puntali: Rosso sul più, nero sul meno.
Cosa leggi: Una stilo nuova dà 1,5-1,6 V, una da 9 V supera i 9,4. Sotto 1,2 V (o 7,5 V) è da buttare. Attenzione: una pila scarica a vuoto può sembrare buona; la prova vera è sotto carico.
Selettore: V ⎓ oppure V ~
Puntali: Nero sulla massa (GND), rosso sul punto da controllare.
Cosa leggi: Leggi la tensione rispetto a massa. È il primo controllo di ogni riparazione: prima si guarda se l'alimentazione arriva.
Selettore: 🔊 continuità
Puntali: Un puntale per capo, a circuito spento.
Cosa leggi: Se suona, la corrente passa. Per un interruttore: deve suonare in una posizione e tacere nell'altra.
Selettore: 🔊 continuità
Puntali: Un puntale per capo, con il fusibile tolto.
Cosa leggi: Buono: suona e segna quasi zero. Bruciato: «OL». A volte il filo interrotto non si vede a occhio.
Selettore: Ω
Puntali: Un puntale per capo, con almeno un piedino staccato dal circuito.
Cosa leggi: Deve stare entro la tolleranza (di solito 5%). Non toccare i due puntali con le dita: il corpo fa da resistenza in parallelo e falsa le misure alte.
Selettore: Ω
Puntali: Prima tra i due piedini esterni, poi tra il centrale e uno esterno.
Cosa leggi: Tra gli esterni leggi il valore totale, fisso. Tra il centro e un estremo il valore deve cambiare in modo regolare girando l'albero: se salta, la pista è consumata.
Selettore: ▶| prova diodi
Puntali: Rosso sull'anodo, nero sul catodo (la fascia). Poi invertili.
Cosa leggi: In un verso leggi da 0,5 a 0,8 V (0,2-0,3 per uno Schottky), nell'altro «OL». Lo stesso valore basso in tutti e due i versi (zero, o intorno a 0,4 V): è in corto. «OL» in tutti e due: è interrotto. Montato sulla scheda può dare letture strane per colpa dei componenti vicini: nel dubbio, stacca un piedino.
Selettore: ▶| prova diodi
Puntali: Rosso sul piedino lungo, nero su quello corto.
Cosa leggi: Leggi da 1,8 V (rosso) a 3 V e oltre (blu, bianco), e spesso il LED si accende debolmente: così trovi anche il verso giusto. Alcuni multimetri non arrivano alla tensione dei LED blu.
Selettore: ⊣⊢ capacità
Puntali: Prima scaricalo: una resistenza da 100 ohm a 1 kiloohm tra i piedini per qualche secondo, mai un cacciavite. Quelli grossi degli alimentatori possono restare carichi a tensioni pericolose anche a spina staccata. Poi un puntale per piedino, rispettando il verso negli elettrolitici.
Cosa leggi: Il valore deve stare entro la tolleranza stampata, di solito il 10 o il 20%. Molto più basso: è esaurito. Senza la funzione capacità, in ohm: la lettura sale da bassa a «OL» mentre si carica; se resta a zero è in corto.
Selettore: ▶| prova diodi
Puntali: Tieni un puntale sulla base e tocca con l'altro prima l'emettitore, poi il collettore.
Cosa leggi: NPN: con il rosso sulla base leggi circa 0,6-0,7 V verso gli altri due piedini, con il nero «OL». PNP: il contrario. Tra collettore ed emettitore sempre «OL». La lettura base-emettitore è un pelo più alta di quella base-collettore: così li distingui.
Selettore: ▶| prova diodi
Puntali: N-MOS: nero sul drain, rosso sul source.
Cosa leggi: Leggi da 0,4 a 0,9 V: è il diodo interno. Al contrario «OL». Poi tocca per un attimo gate (rosso) e source (nero) per «caricare» il gate: ora tra drain e source deve condurre. Metti in corto gate e source con un dito o un filo: torna a non condurre. Se conduce sempre, è in corto.
Selettore: Ω e 🔊 continuità
Puntali: Prima i due piedini della bobina, poi i contatti.
Cosa leggi: La bobina deve dare da qualche decina a qualche centinaio di ohm (un comune relè da 12 V ne ha circa 360, uno da 5 V una sessantina): «OL» vuol dire filo interrotto. I contatti: tra comune e NC deve suonare, tra comune e NO no. Poi alimenta la bobina con la sua tensione (5, 12 o 24 V): si sente il «clic» e le due letture si scambiano.
Selettore: A ⎓, rosso nella boccola A
Puntali: Apri il circuito e metti il multimetro in mezzo, in serie.
Cosa leggi: Parti dalla portata più alta (10 A). Finita la misura, rimetti subito il puntale rosso in VΩ.
Selettore: V ⎓
Puntali: Rosso sul positivo, nero sul negativo dell'uscita.
Cosa leggi: A vuoto molti alimentatori danno un po' più del valore scritto: è normale. Se invece è molto più basso, o cala appena colleghi qualcosa, è guasto.
Selettore: °C, con la sonda
Puntali: La sonda (termocoppia) nelle boccole indicate.
Cosa leggi: Solo sui multimetri che hanno questa funzione. La termocoppia produce una tensione piccolissima che cresce con la temperatura.
Selettore: Hz
Puntali: Come per la tensione.
Cosa leggi: Solo su alcuni modelli. Per PWM e segnali veloci è comodo, ma per vedere la forma serve l'oscilloscopio.
Fonti di questi valori: le guide di Fluke su prova dei diodi ↗, capacità ↗, continuità ↗ e resistenza ↗; le schede tecniche di un diodo 1N4001 ↗, di un MOSFET IRLZ44N ↗ e di un relè Omron G5LE ↗. I valori cambiano un po' da un multimetro all'altro: conta il confronto tra un verso e l'altro, più del numero esatto.
I puntali si appoggiano ai due capi del componente, senza staccare niente. Il multimetro «guarda» senza disturbare: ha una resistenza interna altissima, circa 10 milioni di ohm.
Il multimetro va messo in serie: si apre il circuito e la corrente passa attraverso lo strumento. Il puntale rosso va spostato nella boccola A. Se in questa posizione lo appoggi ai capi di una pila, fai un corto circuito.
È lo strumento a mandare una piccola corrente nel componente. Per questo il circuito deve essere spento e, meglio, il componente staccato.
V = R · ILa legge di Ohm: tensione uguale resistenza per corrente. Con due delle tre grandezze trovi la terza.P = V · ILa potenza, in watt: quanta energia al secondo consuma o dissipa un componente.Newsletter
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