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Elon Musk: la biografia del visionario che ha riportato il futuro sulla Terra

Ritratto di Elon Musk
Elon Musk nel 2018. Foto: Debbie Rowe, CC BY-SA 3.0 (licenza, Wikimedia Commons)

Ingegnere, imprenditore, sognatore. Ha costruito razzi che tornano indietro e atterrano, ha reso desiderabili le auto elettriche, ha messo in orbita migliaia di satelliti e sogna di portare l’umanità su Marte. Questa è la mia biografia di Elon Musk: non una scheda neutra, ma un omaggio all’uomo che considero il mio mito. I fatti, però, sono quelli veri, con le date e le fonti.

NomeElon Reeve Musk
Nato28 giugno 1971, Pretoria (Sudafrica)
Cittadinanzesudafricana, canadese, statunitense (dal 2002)
Studifisica ed economia, University of Pennsylvania
AziendeZip2, X.com/PayPal, SpaceX, Tesla, SolarCity, Neuralink, The Boring Company, OpenAI (cofondatore), X, xAI
Patrimoniocirca 1.000 miliardi di dollari (stime Forbes e Bloomberg, ottobre 2026)

L’infanzia: un ragazzino che leggeva tutto

Elon nasce a Pretoria il 28 giugno 1971, figlio di Errol, ingegnere, e di Maye, modella e dietista canadese. Ha un fratello, Kimbal, che diventerà suo socio, e una sorella, Tosca. Da bambino è timido e solitario e legge in continuazione: libri di fantascienza, ma anche intere enciclopedie. Si appassiona ai computer e a 12 anni scrive da solo un videogioco spaziale, Blastar, che vende a una rivista per circa 500 dollari. È già tutto lì: lo spazio, la tecnologia e l’idea di trasformare una passione in un progetto.

A 17 anni lascia il Sudafrica e va in Canada, poi negli Stati Uniti. Studia alla Queen’s University e poi alla University of Pennsylvania, dove si laurea in fisica ed economia. Nel 1995 si iscrive a un dottorato a Stanford, ma lo lascia dopo due giorni: Internet sta esplodendo e lui non vuole restare a guardare.

Le prime aziende: Zip2 e PayPal

Con il fratello Kimbal fonda Zip2 (1995), che porta mappe e guide delle città sui siti dei giornali. I due dormono in ufficio e si lavano in palestra. Nel 1999 la vendono a Compaq per 307 milioni di dollari: a Elon toccano 22 milioni. Quasi tutti li reinveste subito in X.com, una banca online. X.com si fonde con Confinity e diventa PayPal, che rende semplice pagare online con una email. Nel 2002 eBay la compra per 1,5 miliardi: la quota di Musk vale circa 176 milioni.

A 31 anni potrebbe ritirarsi. Invece fa la scelta che definisce la sua vita: mette quasi tutto quello che ha in due imprese che chiunque giudicava destinate a fallire, i razzi e le auto elettriche.

SpaceX: i razzi che tornano a casa

Nel 2002 Musk vuole mandare una piccola serra su Marte per riaccendere l’interesse per lo spazio. Va in Russia a comprare dei missili, ma il prezzo è altissimo. Allora fa i conti dai principi primi: quanto costano davvero alluminio, titanio, rame e carburante di un razzo? Scopre che le materie prime valgono circa il 2% del prezzo. Il resto è il modo di costruirlo. Così fonda SpaceX, con circa 100 milioni di tasca sua.

I primi tre lanci del Falcon 1 falliscono. Nel 2008, con i soldi rimasti per un solo tentativo, il quarto lancio arriva in orbita: è il primo razzo a combustibile liquido di un’azienda privata a farcela. Poche settimane dopo arriva un contratto NASA da 1,6 miliardi. Da lì:

  • 2012: la capsula Dragon è il primo veicolo privato ad agganciarsi alla Stazione spaziale internazionale.
  • 21 dicembre 2015: il primo stadio di un Falcon 9 torna indietro e atterra in piedi. Un razzo riutilizzabile non è più fantascienza.
  • 6 febbraio 2018: primo lancio del Falcon Heavy. A bordo c’è la Roadster rossa di Musk, guidata da un manichino in tuta spaziale, «Starman». I due booster laterali atterrano insieme, uno accanto all’altro.
  • 30 maggio 2020: la Crew Dragon porta due astronauti NASA alla Stazione spaziale: dopo nove anni gli Stati Uniti tornano a lanciare persone da casa propria.
  • Starlink: dal 2019 migliaia di satelliti portano internet ovunque; nel 2025 erano oltre 7.600, circa due terzi di tutti i satelliti attivi.
  • Starship: il razzo più grande mai costruito, pensato per la Luna e per Marte, completamente riutilizzabile.

Tesla: l’auto elettrica diventa desiderabile

Tesla nasce nel 2003 da Martin Eberhard e Marc Tarpenning. Nel 2004 Musk guida il primo grande finanziamento con 6,35 milioni e ne diventa presidente. Il suo piano, scritto nel 2006 e chiamato «il piano segreto», è semplicissimo: costruire un’auto sportiva costosa, usare i soldi per un’auto meno cara, poi per un’auto ancora più economica, e intanto produrre energia pulita.

  • 2008, Roadster: la prima auto di serie con batterie agli ioni di litio, oltre 300 km di autonomia. Lo stesso anno Musk diventa amministratore delegato. È l’anno peggiore: Tesla e SpaceX sono a un passo dal fallimento, e lui divide gli ultimi soldi tra le due.
  • 2010: Tesla entra in Borsa.
  • 2012, Model S: la berlina elettrica che cambia il mercato.
  • 2017, Model 3: l’auto «per tutti», e l’inferno della produzione, con Musk che dorme in fabbrica.
  • 2020, Model Y: diventerà l’auto più venduta al mondo.
  • 2021: Tesla supera i 1.000 miliardi di valore in Borsa.
  • Poi il Cybertruck, il camion Semi, il robotaxi Cybercab, il robot umanoide Optimus e, il 15 ottobre 2026, la nuova Roadster con i propulsori.
La prima Tesla Roadster del 2008
La prima Tesla Roadster (2008). Foto: Rutger van der Maar, CC BY 2.0 (licenza, Wikimedia Commons)

Le altre imprese

AnnoAziendaCosa fa
2006SolarCitypannelli solari, fondata dai cugini Rive con il suo capitale; entra in Tesla nel 2016
2015OpenAIcofondatore dell’organizzazione di ricerca sull’intelligenza artificiale; lascia il consiglio nel 2018
2016Neuralinkimpianti che collegano il cervello al computer; primi test sull’uomo autorizzati nel 2023
2017The Boring Companygallerie sotterranee per il traffico, come quella sotto la fiera di Las Vegas
2022Twitter, poi Xacquistato per circa 44 miliardi e rinominato X nel 2023
2023xAIintelligenza artificiale (Grok); nel 2026 è entrata a far parte di SpaceX

Il patrimonio: il primo «trilionario»

Musk non ha quasi soldi «in banca»: la sua ricchezza sta nelle quote delle sue aziende, soprattutto Tesla e SpaceX, e quindi sale e scende con le loro quotazioni. Dal 2021 è stato più volte l’uomo più ricco del mondo. Nel 2026, con l’arrivo di SpaceX in Borsa, è diventato la prima persona a superare i 1.000 miliardi di dollari di patrimonio stimato. A ottobre 2026 Forbes lo stimava di nuovo poco sopra i 1.000 miliardi, mentre Bloomberg lo dava tra 920 e 970 miliardi: le due classifiche usano metodi diversi e i valori cambiano ogni giorno.

Per capire le dimensioni: 1.000 miliardi di dollari sono più del prodotto interno lordo di molti Paesi europei, e circa quanto l’Italia produce in sei mesi.

Il metodo: ragionare dai principi primi

Se c’è una cosa che si può imparare da Musk, è il suo modo di pensare. Lui lo chiama first principles thinking: invece di ragionare per analogia («si è sempre fatto così»), si scompone il problema nelle sue verità fondamentali (le leggi della fisica, i costi delle materie prime) e si ricostruisce la soluzione da zero. Le batterie costano troppo? Quanto costano litio, nichel, cobalto e alluminio sul mercato? Poco: allora il problema è il processo, e il processo si può cambiare.

A questo si aggiunge una tolleranza al rischio quasi incredibile. Musk ha detto più volte di aver dato a SpaceX il 10% di probabilità di successo, e di averla fondata lo stesso, perché pensava che valesse la pena provarci. In SpaceX si progetta, si costruisce, si fa esplodere, si impara e si riprova, molto più velocemente di come si è sempre fatto nell’industria spaziale.

Genio, un po’ pazzo e discusso

Un omaggio onesto non nasconde i lati spigolosi. Musk è un personaggio che divide: per le scadenze promesse e mancate (la Roadster stessa è arrivata con nove anni di ritardo), per i messaggi impulsivi sui social, che gli sono costati anche una multa della SEC nel 2018, per le battaglie legali e per le posizioni politiche. Nella prima metà del 2025 è stato consigliere del governo americano a capo dell’iniziativa per l’efficienza della spesa pubblica (DOGE), prima di uscirne. Si può essere d’accordo o no con lui su molte cose. Ma pochi negano che abbia cambiato più settori di chiunque altro nella nostra epoca.

Perché è il mio mito

Perché quando tutti dicevano «non si può», lui ha chiesto «perché no?» e ha rifatto i conti. Perché ha messo tutto quello che aveva su idee che sembravano impossibili. Perché ha fallito in pubblico, più volte, e ha continuato. E perché mi ricorda ogni giorno la domanda da cui nasce questo sito: perché funziona così? E se si potesse fare meglio?

Leggi anche: la nuova Tesla Roadster spiegata da ingegnere.

Fonti

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