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Perché il lunedì si chiama così? I giorni della settimana e i pianeti
Lunedì della Luna, martedì di Marte, mercoledì di Mercurio: da dove vengono i nomi dei giorni, perché sono in quell'ordine e le leggende da sfatare.

Lunedì è il giorno della Luna, martedì di Marte, mercoledì di Mercurio, giovedì di Giove, venerdì di Venere. Non è un caso: i nomi vengono dal latino, e i Romani dedicavano ogni giorno a uno dei sette astri che si muovono nel cielo, cinque pianeti più la Luna e il Sole. Sabato e domenica sono l’eccezione: in italiano non vengono da Saturno e dal Sole, ma dal Sabbath ebraico e dal «giorno del Signore» dei cristiani. E l’ordine dei giorni, che sembra messo a caso, nasconde un piccolo calcolo che ha quasi duemila anni.
In breve · tocca per girarePerché i giorni della settimana hanno quei nomi?
Ogni giorno era dedicato a uno dei sette astri visibili a occhio nudo: Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno e Sole.
L’ordine nasce dalle «ore planetarie»: ogni ora aveva un astro, e il giorno prendeva il nome da quello della sua prima ora.
Sabato e domenica in italiano sono cristiani ed ebraici: sabbatum e dies dominica. In inglese invece restano Saturn-day e Sun-day.

Sette giorni: da dove viene la settimana
La settimana è l’unica misura del calendario che non segue niente in cielo. Il giorno è una rotazione della Terra, il mese viene dalla Luna, l’anno dal giro intorno al Sole. La settimana di sette giorni, invece, è una scelta umana. La parola stessa lo dice: settimana viene dal latino tardo septimana, «gruppo di sette».
Le sue radici sono due, e si sono incontrate nel mondo greco-romano. La prima è la settimana ebraica: sei giorni di lavoro e il settimo, lo Shabbat, di riposo, come racconta la Bibbia nel libro della Genesi. È un ciclo che va avanti da solo, senza legami con la Luna o con il Sole. La seconda è l’astrologia nata in Mesopotamia e sviluppata nell’Egitto ellenistico, che dava grande importanza ai sette astri visibili a occhio nudo. I Romani, che prima usavano un ciclo di otto giorni legato ai mercati, adottarono la settimana dei sette astri tra la fine della repubblica e il primo secolo dell’impero.
I sette «pianeti» degli antichi
Per gli antichi la parola pianeta voleva dire «errante», vagabondo: un astro che si sposta tra le stelle fisse invece di restare sempre nello stesso disegno. A occhio nudo se ne vedono sette, e tra questi c’erano anche il Sole e la Luna. Urano e Nettuno erano sconosciuti: Urano è stato scoperto da William Herschel solo nel 1781, con un telescopio.

- Lunedì, Lunae dies, il giorno della Luna: l’astro più veloce del cielo, che in circa 27 giorni fa il giro completo tra le stelle.
- Martedì, Martis dies, di Marte, il dio della guerra. Il pianeta è rosso per l’ossido di ferro della sua superficie, la ruggine, e il colore del sangue gli valse il nome del dio.
- Mercoledì, Mercurii dies, di Mercurio, il messaggero degli dei con le ali ai piedi: è il pianeta più veloce, gira intorno al Sole in appena 88 giorni.
- Giovedì, Iovis dies, di Giove, il re degli dei, come Giove è il re dei pianeti: è il più grande del sistema solare.
- Venerdì, Veneris dies, di Venere, la dea della bellezza: dopo il Sole e la Luna è l’astro più luminoso del cielo, la «stella del mattino» e «della sera».
- Sabato: per i Romani Saturni dies, il giorno di Saturno, il pianeta più lento, che impiega quasi 30 anni a fare il giro del cielo.
- Domenica: per i Romani Solis dies, il giorno del Sole.
Attenzione al verso giusto: non sono i pianeti a prendere il nome dai giorni. Sono gli astri a portare i nomi degli dei, e i giorni a prendere il nome dagli astri.
Perché proprio quest’ordine: la stella delle ore
Se si mettono i sette astri in ordine «naturale», dal più lento al più veloce nel cielo, viene una sequenza diversa da quella dei giorni: Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna. Gli antichi la chiamavano ordine caldeo, dal nome degli astronomi di Babilonia. E allora da dove viene l’ordine della settimana?
La spiegazione più antica che conosciamo la dà lo storico romano Cassio Dione, all’inizio del III secolo dopo Cristo, nella sua Storia romana. Dice che l’usanza di dedicare i giorni ai sette astri «fu istituita dagli Egiziani» ed era diffusa ormai ovunque, anche se gli antichi Greci non la conoscevano. E ne riporta due spiegazioni. La più chiara è quella delle ore planetarie.

Funziona così. Ogni ora del giorno e della notte era assegnata a un astro, a turno nell’ordine caldeo: la prima ora a Saturno, la seconda a Giove, la terza a Marte, e così via ricominciando da capo. Un giorno ha 24 ore: dopo tre giri completi (21 ore) se ne fanno altre tre, e la prima ora del giorno dopo cade sul Sole. Il giorno seguente sulla Luna, poi su Marte, Mercurio, Giove, Venere, e si torna a Saturno. Ogni giorno prende il nome dall’astro della sua prima ora. Disegnando i passaggi nel cerchio, saltando sempre di tre posti, viene fuori una stella a sette punte. La seconda spiegazione di Cassio Dione, quella «musicale», arriva allo stesso risultato saltando di intervalli regolari, come le note di una scala.
Un dettaglio che sorprende: per i Romani la settimana planetaria cominciava dal sabato, il giorno di Saturno, l’astro della prima ora del primo giorno. Lo dicono anche i graffiti sui muri di Pompei, scritti prima dell’eruzione del 79 dopo Cristo, che elencano i giorni partendo proprio da Saturno.
Sabato e domenica: quando i nomi sono cambiati
Qui l’italiano si separa dall’inglese. Con la diffusione del cristianesimo, i due giorni del fine settimana cambiano nome nelle lingue neolatine.
Sabato viene dal latino sabbatum, a sua volta dall’ebraico Shabbat, il giorno del riposo: il nome di Saturno è sparito. Domenica viene da dies dominica, «il giorno del Signore», perché i cristiani si riunivano la domenica per ricordare la resurrezione. Il 7 marzo del 321 l’imperatore Costantino stabilì per legge che nel «venerabile giorno del Sole» si fermassero tribunali e botteghe, lasciando liberi solo i lavori dei campi. Il giorno del Sole e il giorno del Signore coincidevano, e alla fine il secondo nome ha vinto. In inglese no: Saturday è ancora di Saturno e Sunday del Sole.
C’è chi è andato oltre. Nel VI secolo il vescovo Martino di Braga, nell’attuale Portogallo, scrisse che era sbagliato chiamare i giorni con i nomi di divinità pagane, e propose di numerarli. Per questo ancora oggi in portoghese il lunedì è segunda-feira, il «secondo giorno», e così via fino al venerdì, la «sesta». È l’unica grande lingua romanza ad averlo fatto.
Lo stesso giorno, in tante lingue
La settimana dei pianeti ha viaggiato moltissimo, e la si ritrova in lingue che non hanno niente a che fare con il latino.

Le lingue germaniche hanno fatto una cosa curiosa: hanno sostituito ogni dio romano con quello «equivalente» della loro mitologia. Per questo in inglese Tuesday è il giorno di Tiw, dio della guerra come Marte; Wednesday di Woden, cioè Odino, accostato a Mercurio; Thursday di Thor, il dio del tuono come Giove; Friday di Frigg, la dea accostata a Venere (gli studiosi discutono se fosse Frigg o Freya). In tedesco il mercoledì è diventato semplicemente Mittwoch, «metà settimana».
E i pianeti sono arrivati fino in Asia. In hindi il lunedì è Somvar, il giorno di Soma, la Luna, e la domenica Ravivar, il giorno di Ravi, il Sole. In giapponese i giorni si chiamano Luna, Fuoco, Acqua, Legno, Metallo, Terra e Sole: sono i nomi cinesi degli stessi sette astri. Marte è la «stella del fuoco», Mercurio quella dell’acqua, Giove del legno, Venere del metallo, Saturno della terra.
Le leggende da sfatare
Sui giorni della settimana circolano molte spiegazioni sbagliate o esagerate. Ecco le più comuni, con quello che dicono davvero le fonti.
- «La settimana dura sette giorni perché le fasi della Luna durano sette giorni.» In parte. Un mese lunare dura circa 29,5 giorni, e un quarto fa 7,4 giorni: vicino, ma non preciso, tanto che una settimana di sette giorni «scivola» rispetto alle fasi. È un’ipotesi possibile sull’origine lontana del numero sette, non un fatto dimostrato. E la settimana ebraica, una delle due radici della nostra, va avanti indipendentemente dalla Luna.
- «Sabato viene da Saturno.» In inglese sì, Saturday; in italiano no: viene dal Sabbath ebraico.
- «Costantino ha spostato il giorno di riposo dal sabato alla domenica.» Non proprio. I cristiani si riunivano la domenica già da prima; nel 321 Costantino rese il «giorno del Sole» un giorno di riposo per legge. Il sabato è rimasto, ed è ancora, il giorno di riposo ebraico.
- «La settimana comincia ovunque dal lunedì.» No. Lo stabilisce la norma internazionale ISO 8601, ed è l’uso in Italia, ma in molti calendari, per esempio negli Stati Uniti, e nella tradizione religiosa il primo giorno è la domenica. Per i Romani, come abbiamo visto, era il sabato.
- «I giorni sono dedicati agli dei e i pianeti prendono il nome dai giorni.» È il contrario: gli dei hanno dato il nome ai pianeti, e i pianeti ai giorni.
Perché funziona così
Il calcolo delle ore planetarie funziona per un motivo aritmetico semplice: 24 diviso 7 fa 3 con il resto di 3. Ogni giorno la sequenza degli astri «avanza» di tre posti, e siccome 3 e 7 non hanno divisori in comune, prima di tornare all’inizio si passa da tutti e sette gli astri, uno per giorno. Se il giorno avesse avuto un numero di ore diverso, per esempio 21 o 28, multipli di 7, ogni giorno sarebbe cominciato con lo stesso astro e la settimana planetaria non sarebbe esistita. È matematica dell’orologio, la stessa che usiamo per calcolare che giorno della settimana sarà fra cento giorni.
Per chi vuole approfondire: la matematica e l’astronomia · tocca per aprire
1. Il salto di tre. Numeriamo gli astri nell’ordine caldeo: Saturno 0, Giove 1, Marte 2, Sole 3, Venere 4, Mercurio 5, Luna 6. La prima ora del giorno n cade sull’astro numero (24 × n) mod 7. Siccome 24 = 3 × 7 + 3, cioè 24 mod 7 = 3, il risultato è (3 × n) mod 7: per n = 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6 viene 0, 3, 6, 2, 5, 1, 4, cioè Saturno, Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere. Sabato, domenica, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì.
2. Perché passa da tutti. La sequenza (3 × n) mod 7 tocca tutti i numeri da 0 a 6 solo se 3 e 7 non hanno divisori comuni (si dice che sono «primi tra loro»). Con 7 primo, va bene qualunque salto da 1 a 6: per questo anche la spiegazione «musicale» di Cassio Dione, che salta di un altro intervallo, dà una stella e un ordine validi.
3. La Luna e il sette. Il mese delle fasi (mese sinodico) dura 29,53 giorni. Un quarto: 29,53 ÷ 4 ≈ 7,38 giorni. Dopo quattro settimane di 7 giorni (28) siamo indietro di 1,5 giorni rispetto alle fasi, e dopo un anno di oltre due settimane: per questo la settimana non può essere un «orologio lunare».
4. Dal più lento al più veloce. L’ordine caldeo segue il tempo che ogni astro impiega a tornare nello stesso punto tra le stelle, visto dalla Terra: Saturno circa 29,5 anni, Giove 11,9, Marte 1,9 (in media), il Sole 1 anno, la Luna 27,3 giorni. Venere e Mercurio, visti da Terra, accompagnano il Sole e in media impiegano anch’essi un anno: il loro posto in mezzo veniva dalla teoria degli astronomi antichi, non da una misura.
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Nella sezione Astronomia trovi il cielo di stasera per la tua città: in queste settimane Saturno è ben visibile la sera, e con un piccolo telescopio si vedono gli anelli. E puoi girare con il dito i pianeti in 3D, gli stessi delle immagini di questo articolo, con le proporzioni vere di dimensioni e distanze. Per la Luna, il primo astro della settimana, c’è la serie «Ritorno alla Luna».
Bibliografia e fonti
- Cassio Dione, Storia romana, libro 37, capitoli 18-19, traduzione inglese di E. Cary sul sito LacusCurtius dell’Università di Chicago: la fonte antica sull’origine egiziana della settimana planetaria e sulle ore planetarie.
- I. Bultrighini, studio sulla settimana planetaria nel mondo romano, University College London: i graffiti di Pompei e la settimana che comincia dal sabato.
- Wikipedia, Names of the days of the week e Planetary hours; in italiano, Settimana.
- Wikipedia, Martino di Braga e la sua opera De correctione rusticorum.
- Codice di Giustiniano 3.12.2: la legge di Costantino del 7 marzo 321 sul giorno del Sole.
- Focus, Come sono nati i nomi dei giorni della settimana.
- Immagini dei pianeti: rendering 3D di sandrofeudo.com con texture di Solar System Scope (CC BY 4.0); il Sole è disegnato.
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