Sandro Feudo
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esplorazione30 Ottobre 2026 · 15 minuti di lettura

Integrali, spiegati davvero · 3. A cosa servono, dal tornio all’ospedale

Aree, volumi, lavoro, l'AUC dei farmaci, la gittata del cuore, gli integrali fino all'infinito e la tromba di Gabriele, con esercizi e quiz.

Integrali, spiegati davvero · 3. A cosa servono, dal tornio all’ospedale

Nelle prime due puntate abbiamo visto che cos’è un integrale e come si calcola. Ora la domanda più importante: a cosa serve? La risposta breve è: ogni volta che una quantità si accumula un pezzetto alla volta. Aree, volumi, lavoro, ma anche il farmaco che circola nel sangue o il sangue che esce dal cuore. In questa puntata usiamo gli integrali come li usa un ingegnere, con esempi presi dall’ospedale, e scopriamo cosa succede quando un integrale arriva fino all’infinito.

In breve · tocca per girareA cosa servono gli integrali?

A sommare quantità che cambiano punto per punto: aree, volumi, lavoro, medie.

In medicina misurano l’esposizione a un farmaco (AUC), la gittata del cuore (termodiluizione) e i volumi respirati.

Un integrale può arrivare fino all’infinito e dare un numero finito: la tromba di Gabriele ha volume π ma superficie infinita.

Laboratorio ospedaliero luminoso con uno spirometro e un monitor che mostra una curva di concentrazione con l'area colorata di arancione, in primo piano siringa e fiala sfocate
Gli integrali in ospedale. Immagine illustrativa.

Il metodo dell’ingegnere: affetta e somma

Tutte le applicazioni seguono la stessa ricetta in tre passi, ed è la cosa più utile da portarsi via da questa puntata:

  1. Affetta: dividi l’oggetto in pezzi così sottili che dentro ognuno la quantità che cambia (altezza, raggio, forza, concentrazione) si può considerare costante.
  2. Calcola un pezzo: con le formule elementari, quelle delle medie. Una fetta di area è altezza per larghezza; un disco è \(\pi r^2\) per lo spessore; un pezzo di lavoro è forza per spostamento.
  3. Somma: l’integrale fa il resto.

Se sai scrivere il pezzo, sai scrivere l’integrale.

L’area tra due curve

Per l’area compresa tra due curve, ogni fetta verticale è alta «curva di sopra meno curva di sotto». Prima si trovano i punti dove le curve si incontrano, che diventano gli estremi, poi si integra la differenza:

\[\text{Area} = \int_a^b \big(f_{\text{sopra}}(x)-f_{\text{sotto}}(x)\big)\,dx\]

L'area tra la retta y = x e la parabola y = x² tra 0 e 1, con una striscia verticale alta x − x²: l'area vale 1/6
Ogni fetta è alta «sopra meno sotto».

Nel disegno, la retta \(y=x\) e la parabola \(y=x^2\) si incontrano dove \(x = x^2\), cioè in 0 e in 1. Tra i due punti la retta sta sopra. L’area è \(\int_0^1 (x-x^2)\,dx = \frac12-\frac13 = \frac16\). Con questo metodo l’area viene sempre positiva, purché si sottragga nell’ordine giusto: se le curve si scambiano di posto, si spezza l’intervallo nel punto in cui si incrociano.

Volumi: affettare un solido

Se fai girare una curva \(y=f(x)\) attorno all’asse x, ottieni un solido, come un vaso fatto al tornio. Tagliato a fette perpendicolari all’asse, ogni fetta è un disco di raggio \(f(x)\) e spessore \(dx\), quindi di volume \(\pi f(x)^2\,dx\). Sommando:

\[V = \pi\int_a^b f(x)^2\,dx\]

Il solido ottenuto ruotando la curva radice di x tra 0 e 4 attorno all'asse x, tagliato a dischi: il volume è 8π
Un solido di rotazione affettato a dischi.

Con questa formula si dimostrano formule che a scuola si imparano a memoria:

  • La sfera. Il mezzo cerchio \(y=\sqrt{r^2-x^2}\) ruotato attorno all’asse dà una sfera. \(V = \pi\int_{-r}^{r}(r^2-x^2)\,dx = \pi\left(2r^3-\frac{2r^3}{3}\right) = \frac43\pi r^3\). Ecco da dove viene il 4/3.
  • Il cono. La retta \(y = \frac{r}{h}x\) tra 0 e h ruotata dà un cono. \(V = \pi\frac{r^2}{h^2}\int_0^h x^2\,dx = \frac13\pi r^2 h\). Ecco da dove viene l’1/3: un cono è un terzo del cilindro con la stessa base e la stessa altezza.

Lo stesso principio, affettare e sommare, è quello di una TAC: la macchina ricostruisce il corpo per fette sottili, e il software calcola il volume di un organo o di un tumore sommando l’area di ogni fetta per il suo spessore. È un integrale fatto con i numeri, come i rettangoli della prima puntata. Le macchine della TAC sono nell’Ospedale del sito.

Valor medio e lavoro

Il valor medio di una grandezza che cambia nel tempo è l’integrale diviso per la durata: \(\bar f = \frac{1}{b-a}\int_a^b f\). Per esempio, la pressione arteriosa media non è la media tra massima e minima: il cuore passa più tempo in diastole che in sistole, e la media vera si ottiene integrando la curva della pressione su un battito e dividendo per la durata. I monitor in terapia intensiva fanno esattamente questo calcolo. La regola pratica «minima più un terzo della differenza» è solo un’approssimazione della stessa idea.

Il lavoro di una forza costante è forza per spostamento. Se la forza cambia lungo il percorso, si affetta: \(W = \int_a^b F(x)\,dx\). Una molla tira con una forza proporzionale all’allungamento, \(F = kx\) (legge di Hooke). Per allungarla da 0 a s serve un lavoro \(W = \int_0^s kx\,dx = \frac12 k s^2\): è l’energia che la molla accumula, la stessa che poi restituisce.

In ospedale 1: quanto farmaco «vede» il corpo

Quando prendi una pastiglia, la concentrazione del farmaco nel sangue sale mentre viene assorbito, arriva a un picco e poi scende mentre il corpo lo elimina. I farmacologi tracciano questa curva prelevando sangue a orari diversi. L’area sotto la curva ha un nome: AUC, dall’inglese area under the curve.

Curva della concentrazione di un farmaco nel sangue nelle 36 ore dopo una dose orale da 500 mg, con picco di circa 9,7 mg/L dopo 2,2 ore e l'area AUC colorata
L’AUC: l’area sotto la curva della concentrazione.

Perché l’area e non il picco? Perché l’effetto di molti farmaci dipende da quanta sostanza è passata in tutto e per quanto tempo, non solo dal valore massimo. L’AUC si usa per tre cose concrete:

  • Biodisponibilità: per sapere quanto di una pastiglia arriva davvero nel sangue, si confronta l’AUC della pastiglia con quella della stessa dose fatta in vena, dove arriva tutto. Il rapporto delle due aree è la frazione assorbita.
  • Farmaci generici: per essere approvato come equivalente, un generico deve dare un’AUC e un picco statisticamente simili a quelli dell’originale. Nelle norme europee, il rapporto tra le due AUC deve stare con buona confidenza tra 80% e 125%.
  • Clearance: la capacità del corpo di eliminare il farmaco è \(CL = \frac{\text{dose assorbita}}{AUC}\). Un integrale, quindi, misura anche quanto lavorano reni e fegato.

Nel modello più semplice, con un solo «compartimento», per una dose orale la concentrazione è

\[C(t) = \frac{D\,k_a}{V\,(k_a-k_e)}\left(e^{-k_e t}-e^{-k_a t}\right)\]

dove \(k_a\) dice quanto in fretta il farmaco viene assorbito e \(k_e\) quanto in fretta viene eliminato. Integrando da 0 all’infinito i due esponenziali danno \(\frac{1}{k_e}\) e \(\frac{1}{k_a}\), e dopo le semplificazioni resta un risultato pulitissimo: \(AUC = \frac{D}{V\,k_e}\). La velocità di assorbimento sparisce: cambia la forma della curva, ma non l’area. Provalo con il simulatore: muovi \(k_a\) e guarda il picco spostarsi mentre l’AUC resta ferma; poi raddoppia la dose e guarda l’area raddoppiare.

Prova tu

Simulatore: un farmaco nel sangue

In ospedale 2: misurare il cuore con un’area

Quanto sangue pompa il cuore in un minuto? Si chiama gittata cardiaca e in terapia intensiva si misura con un trucco elegante, la termodiluizione. Attraverso un catetere si inietta nel cuore destro una piccola quantità di soluzione fredda. Il freddo si mescola al sangue e, più avanti, nell’arteria polmonare, un sensore registra quanto cala la temperatura secondo dopo secondo.

Curva di termodiluizione: il calo di temperatura del sangue dopo l'iniezione di soluzione fredda, con picco di 0,5 gradi dopo 4 secondi e l'area colorata
Più l’area è piccola, più sangue pompa il cuore.

L’idea è la stessa di versare un cucchiaio di colorante in un fiume. Se il fiume è grande e veloce, il colore si diluisce subito e passa in fretta: la curva della concentrazione è bassa e corta, e l’area è piccola. Se il fiume è lento, l’area è grande. Il «freddo» iniettato si conserva, quindi tutto quello che è stato messo deve passare dal sensore. Ne viene la formula di Stewart-Hamilton: la gittata è uguale alla quantità di freddo iniettato diviso l’area sotto la curva della temperatura, moltiplicata per una costante che tiene conto delle densità e dei calori specifici di sangue e soluzione.

\[Q = \frac{V_{\text{iniett.}}\,(T_{\text{sangue}}-T_{\text{iniett.}})\,K}{\int_0^{\infty}\Delta T(t)\,dt}\]

Il monitor calcola l’integrale sommando i campioni del sensore, proprio con i trapezi. Lo stesso principio, con un colorante al posto del freddo, è il metodo di diluizione dell’indicatore usato già nell’Ottocento.

La spirometria fa il contrario: lo spirometro misura il flusso d’aria in litri al secondo e lo integra nel tempo per ottenere il volume. Il numero più famoso dell’esame, il FEV1, è il volume espirato nel primo secondo di un’espirazione forzata: \(\int_0^1 \text{flusso}(t)\,dt\). Anche il ventilatore polmonare controlla così quanta aria entra a ogni respiro.

Fino all’infinito: gli integrali impropri

Finora gli estremi erano numeri. Ma a volte serve sommare per sempre: un farmaco che si elimina all’infinito, un’onda che si spegne lentamente. Si calcola l’integrale fino a un numero grande b e poi si guarda cosa succede quando b cresce senza fine. Se il risultato si avvicina a un numero, l’integrale converge; altrimenti diverge.

  • \(\int_1^{\infty}\frac{dx}{x^2}\): fino a b vale \(1-\frac1b\), che si avvicina a 1. Un’area infinitamente lunga ma finita.
  • \(\int_1^{\infty}\frac{dx}{x}\): fino a b vale \(\ln b\), che cresce senza limite. Diverge, anche se la curva scende verso zero.
  • \(\int_0^{\infty}e^{-x}dx = 1\): è il motivo per cui l’AUC di un farmaco, anche se la curva non arriva mai a zero, è un numero finito.

La differenza tra \(\frac1x\) e \(\frac{1}{x^2}\) è sottile ma decisiva: non basta che la curva scenda verso zero, deve scendere abbastanza in fretta. La regola generale: \(\int_1^{\infty}\frac{dx}{x^p}\) converge solo se \(p>1\).

Lo stesso vale quando è la funzione a esplodere vicino a un punto. \(\int_0^1\frac{dx}{\sqrt x}\) vale 2, anche se in 0 la curva va all’infinito: la punta è infinitamente alta ma così sottile che l’area resta finita. Invece \(\int_0^1\frac{dx}{x^2}\) diverge. Qui la regola si rovescia: \(\int_0^1\frac{dx}{x^p}\) converge solo se \(p<1\).

Il risultato più famoso è quello della campana di Gauss: \(\int_{-\infty}^{\infty}e^{-x^2}dx = \sqrt{\pi}\). La funzione non ha una primitiva elementare, eppure l’area totale si conosce esattamente, con un trucco che passa per le due dimensioni. È il numero che sta dietro a tutta la statistica: la curva degli errori di misura, delle altezze di una popolazione, del rumore negli strumenti.

La tromba di Gabriele: si riempie ma non si vernicia

Ruota la curva \(y = \frac1x\), per x da 1 all’infinito, attorno all’asse x. Ottieni una tromba infinitamente lunga che si stringe sempre di più. È detta tromba di Gabriele, come l’arcangelo della tromba del giudizio; la studiò Evangelista Torricelli, l’allievo di Galileo, negli anni Quaranta del Seicento.

La tromba di Gabriele, ottenuta ruotando y = 1/x da 1 all'infinito: volume π e superficie infinita
Volume finito, superficie infinita.

Il volume: \(V = \pi\int_1^{\infty}\frac{dx}{x^2} = \pi\). Finito. La superficie invece è infinita: la si può confrontare con \(2\pi\int_1^{\infty}\frac{dx}{x}\), che diverge. Ne viene un paradosso famoso: la tromba si potrebbe riempire con π litri di vernice, ma non ci sarebbe mai abbastanza vernice per dipingerne la superficie. Il paradosso si scioglie pensando che la vernice vera ha uno spessore, e nella parte infinitamente stretta della tromba non ci entrerebbe. All’epoca, però, un oggetto infinito con volume finito fece scalpore.

Quando non c’è la primitiva: i metodi numerici

Nella vita reale spesso non c’è una formula da integrare, ma una serie di misure: i campioni di un sensore, i prelievi di sangue. E a volte la primitiva non si può scrivere. In questi casi si torna ai rettangoli della prima puntata, migliorati.

Tre modi di approssimare l'integrale del seno tra 0 e π con 4 fette: punto medio 2,0523, trapezi 1,8961, Simpson 2,0046
Con le stesse 4 fette, Simpson sbaglia venti volte meno dei trapezi.

Con sole 4 fette sull’integrale di \(\sin x\) tra 0 e π, che vale 2: i trapezi sbagliano di circa 0,10, il punto medio di 0,05, Simpson di 0,005. Simpson segue la curva con pezzi di parabola, e per le funzioni lisce è precisissimo. È per questo che calcolatrici, monitor e programmi usano metodi di questo tipo. Prova qui sotto con la campana di Gauss, che non ha primitiva: porta gli estremi a −4 e 4, scegli Simpson e con pochi intervalli ottieni già \(\sqrt\pi \approx 1{,}7725\) a meno di un’inezia (oltre ±4 la campana è così bassa che non conta quasi niente).

Prova tu

Simulatore: i rettangoli di Riemann

Per chi vuole il perché: la tromba, i p e Gauss · tocca per aprire

La regola dei p. Per \(p\ne1\), \(\int_1^b x^{-p}dx = \frac{b^{1-p}-1}{1-p}\). Se \(p>1\) l’esponente \(1-p\) è negativo e \(b^{1-p}\to0\): il risultato tende a \(\frac{1}{p-1}\). Se \(p<1\), \(b^{1-p}\to\infty\). Con \(p=1\) viene \(\ln b\to\infty\). Tra 0 e 1 succede il contrario, perché ora è la x piccola a contare.

La superficie della tromba. La superficie di un solido di rotazione è \(S = 2\pi\int f(x)\sqrt{1+f^{\prime}(x)^2}\,dx\). Per \(f = 1/x\) la radice è sempre maggiore di 1, quindi \(S \ge 2\pi\int_1^{\infty}\frac{dx}{x} = \infty\). È un criterio del confronto: se una funzione positiva è sempre più grande di una il cui integrale diverge, diverge anche lei.

La campana. Chiamiamo \(I = \int_{-\infty}^{\infty}e^{-x^2}dx\). Allora \(I^2 = \int\int e^{-(x^2+y^2)}dx\,dy\) su tutto il piano. In coordinate polari \(x^2+y^2=r^2\) e l’elemento d’area diventa \(r\,dr\,d\theta\): \(I^2 = \int_0^{2\pi}\int_0^{\infty}e^{-r^2}r\,dr\,d\theta = 2\pi\cdot\frac12 = \pi\). Quindi \(I = \sqrt\pi\). Il fattore r, che compare passando alle coordinate polari, è proprio la derivata che mancava.

L’AUC del modello. \(\int_0^\infty (e^{-k_e t}-e^{-k_a t})\,dt = \frac{1}{k_e}-\frac{1}{k_a} = \frac{k_a-k_e}{k_a k_e}\). Moltiplicando per \(\frac{D k_a}{V(k_a-k_e)}\) resta \(\frac{D}{V k_e}\).

Palestra: esercizi svolti

In ordine di difficoltà. Disegna sempre la situazione prima di scrivere l’integrale: metà degli errori nascono da un disegno mancato.

★☆☆ 1. Area della regione sotto \(y = 4-x^2\) e sopra l’asse x.
  1. La parabola taglia l’asse dove \(4-x^2=0\): \(x=\pm2\).
  2. \(\int_{-2}^{2}(4-x^2)\,dx = \left[4x-\frac{x^3}{3}\right]_{-2}^{2} = \left(8-\frac83\right)-\left(-8+\frac83\right)\).
  3. Risultato: \(\frac{32}{3}\approx 10{,}67\). Scorciatoia: la funzione è pari, quindi \(2\int_0^2\).
★☆☆ 2. Area tra \(y=x^2\) e \(y=2x\).
  1. Incontri: \(x^2=2x\), cioè \(x=0\) e \(x=2\). Tra i due, per esempio in \(x=1\): \(2x=2\) e \(x^2=1\), quindi la retta sta sopra.
  2. \(\int_0^2(2x-x^2)\,dx = 4-\frac83\).
  3. Risultato: \(\frac43\).
★☆☆ 3. Lavoro per allungare di 10 cm una molla con \(k = 200\) N/m.
  1. In metri: \(s = 0{,}1\). \(W = \int_0^{0,1}200x\,dx = 100\,x^2\Big|_0^{0,1}\).
  2. Risultato: 1 joule.
★★☆ 4. Area tra \(\sin x\) e \(\cos x\) tra 0 e \(\pi/4\).
  1. In questo tratto il coseno sta sopra (si incontrano proprio in \(\pi/4\)).
  2. \(\int_0^{\pi/4}(\cos x-\sin x)\,dx = [\sin x+\cos x]_0^{\pi/4} = \frac{\sqrt2}{2}+\frac{\sqrt2}{2}-1\).
  3. Risultato: \(\sqrt2-1\approx0{,}414\).
★★☆ 5. Volume del cono di raggio 2 e altezza 3, con l’integrale.
  1. Il cono è la rotazione della retta \(y=\frac23x\) tra 0 e 3.
  2. \(V=\pi\int_0^3\frac49x^2\,dx = \pi\cdot\frac49\cdot9\).
  3. Risultato: \(4\pi\approx12{,}57\). Controllo con la formula: \(\frac13\pi\cdot4\cdot3 = 4\pi\).
★★☆ 6. Valor medio di \(\sin x\) tra 0 e π.
  1. \(\int_0^\pi\sin x\,dx = 2\); lunghezza dell’intervallo: π.
  2. Risultato: \(\frac2\pi\approx0{,}637\). È il motivo per cui la media di una corrente alternata raddrizzata vale circa il 64% del picco.
★★☆ 7. Stabilisci se convergono: \(\int_1^\infty\frac{dx}{x^3}\) e \(\int_1^\infty\frac{dx}{\sqrt x}\).
  1. Regola dei p: \(p=3>1\), converge. \(\int_1^b x^{-3}dx = \frac12-\frac{1}{2b^2}\to\) \(\frac12\).
  2. \(\frac{1}{\sqrt x}\) ha \(p=\frac12<1\): diverge. Infatti \(\int_1^b x^{-1/2}dx = 2\sqrt b-2\to\infty\).
★★★ 8. Calcola \(\int_0^\infty x\,e^{-x}\,dx\).
  1. Per parti fino a b: \(\int_0^b xe^{-x}dx = \left[-xe^{-x}\right]_0^b + \int_0^b e^{-x}dx = -be^{-b} + 1-e^{-b}\).
  2. Quando b cresce, \(be^{-b}\to0\) (l’esponenziale vince sul polinomio) e \(e^{-b}\to0\).
  3. Risultato: 1.
★★★ 9. Volume della sfera di raggio 1 con l’integrale.
  1. Ruota \(y=\sqrt{1-x^2}\) tra −1 e 1: \(f^2 = 1-x^2\).
  2. \(\pi\int_{-1}^1(1-x^2)\,dx = \pi\left(2-\frac23\right)\).
  3. Risultato: \(\frac43\pi\approx4{,}19\).
★★★ 10. Un farmaco: dose orale 500 mg, emivita 6 ore, volume di distribuzione 40 L, tutto assorbito. Quanto valgono AUC e clearance?
  1. Costante di eliminazione: \(k_e = \frac{\ln 2}{6}\approx0{,}1155\) all’ora.
  2. \(AUC = \frac{D}{V\,k_e} = \frac{500}{40\cdot0{,}1155}\approx\) 108 mg·h/L.
  3. Clearance: \(CL = \frac{D}{AUC} = V\,k_e \approx\) 4,6 L/h: il corpo «ripulisce» circa 4,6 litri di plasma all’ora da questo farmaco. Controlla con il simulatore qui sopra: sono i valori di partenza.
★★★ 11. Stima \(\int_0^\pi\sin x\,dx\) con i trapezi e 4 intervalli.
  1. \(h=\frac\pi4\). Valori: \(\sin0=0\), \(\sin\frac\pi4\approx0{,}7071\), \(\sin\frac\pi2=1\), \(\sin\frac{3\pi}4\approx0{,}7071\), \(\sin\pi=0\).
  2. Trapezi: \(h\left(\frac{0}{2}+0{,}7071+1+0{,}7071+\frac02\right) = \frac\pi4\cdot2{,}4142\).
  3. Risultato: \(\approx1{,}896\), contro il valore vero 2: errore circa 5%.

Quiz: dal più facile al più difficile

L’area tra due curve si calcola integrando…

  • il prodotto delle due curve
  • la somma delle due curve
  • la curva di sopra meno quella di sotto
  • la curva più lunga

Ogni fetta verticale è alta «sopra meno sotto». Gli estremi sono i punti in cui le curve si incontrano.

Che cosa misura l’AUC di un farmaco?

  • L’esposizione totale del corpo al farmaco nel tempo
  • Il picco di concentrazione
  • Il tempo del picco
  • Il peso della pastiglia

È l’integrale della concentrazione nel tempo: tiene conto sia di quanto è alta la curva sia di quanto dura.

Uno spirometro misura il flusso d’aria. Che cosa ottiene integrandolo nel tempo?

  • La pressione
  • Il volume
  • La frequenza respiratoria
  • La temperatura

Litri al secondo per secondi danno litri: come la velocità integrata dà la strada.

Nel volume di un solido di rotazione \(V=\pi\int f(x)^2dx\), da dove viene il quadrato?

  • È una convenzione
  • Dal teorema di Pitagora
  • Dalla derivata
  • Dall’area del disco, \(\pi r^2\), con raggio \(f(x)\)

Ogni fetta è un disco di raggio f(x): area \(\pi f(x)^2\), per lo spessore dx.

Nella termodiluizione, se la curva della temperatura ha un’area più piccola, la gittata cardiaca è…

  • più piccola
  • uguale
  • più grande
  • zero

La gittata sta al denominatore: più sangue passa, più il freddo si diluisce in fretta, e l’area è piccola.

Raddoppiando la velocità di assorbimento \(k_a\) di un farmaco (stessa dose, tutto assorbito), l’AUC…

  • raddoppia
  • non cambia
  • si dimezza
  • diventa infinita

\(AUC = D/(V k_e)\): \(k_a\) non c’è. Cambia la forma della curva (picco più alto e più presto), non l’area.

Quanto vale \(\int_1^\infty\frac{dx}{x^2}\)?

  • 1
  • Infinito
  • 0
  • 1/2

Fino a b vale \(1-\frac1b\), che si avvicina a 1.

Quale di questi integrali diverge?

  • \(\int_1^\infty\frac{dx}{x^{1,5}}\)
  • \(\int_0^1\frac{dx}{\sqrt x}\)
  • \(\int_0^\infty e^{-x}dx\)
  • \(\int_1^\infty\frac{dx}{x}\)

\(\int_1^b\frac{dx}{x} = \ln b\), che cresce senza limite. Gli altri valgono 2, 2 e 1.

La tromba di Gabriele ha…

  • volume infinito e superficie finita
  • volume e superficie infiniti
  • volume finito (π) e superficie infinita
  • volume e superficie finiti

Il volume è \(\pi\int\frac{dx}{x^2} = \pi\); la superficie è almeno \(2\pi\int\frac{dx}{x}\), che diverge.

Quanto vale \(\int_{-\infty}^{\infty}e^{-x^2}dx\)?

  • Non si può calcolare
  • \(\sqrt\pi\)
  • π
  • 1

La funzione non ha primitiva elementare, ma l’area totale si calcola passando a due dimensioni: \(I^2=\pi\).

Con lo stesso numero di intervalli, quale metodo numerico è di solito più preciso per una funzione liscia?

  • Simpson
  • Trapezi
  • Rettangoli a sinistra
  • Sono tutti uguali

Simpson segue la curva con parabole e il suo errore scende come \(1/n^4\). Su \(\sin x\) con 4 intervalli sbaglia di 0,005, i trapezi di 0,10.

Fine del viaggio (per ora)

Ricapitolando la serie: un integrale è una somma di pezzi infinitamente piccoli; si calcola con una primitiva grazie al teorema fondamentale; per trovare la primitiva ci sono quattro attrezzi e uno schema per sceglierli; e serve ovunque qualcosa si accumuli, dal contachilometri al farmaco nel sangue. Se ti è rimasto un dubbio, la domanda giusta da farsi è sempre la stessa: qual è il pezzetto che sto sommando? Nella sezione Biomedica trovi altri argomenti di ingegneria biomedica, e nell’Ospedale le macchine che fanno questi calcoli ogni giorno.

Bibliografia e fonti

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