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astronomia6 Ottobre 2026 · 3 minuti di lettura

Diario di bordo — Pagina 4: la sera delle nuvole e le foto rimaste nel telefono

Cielo coperto, telescopio al chiuso. Una serata buona per riguardare le foto della Luna e di Saturno scattate una settimana prima, e capire perché la Luna era arancione.

Diario di bordo — Pagina 4: la sera delle nuvole e le foto rimaste nel telefono

Ieri sera il programma era semplice: uscire, puntare, guardare. Il cielo ha deciso diversamente. Nuvole compatte da un orizzonte all’altro, di quelle che non lasciano nemmeno uno squarcio a cui aggrapparsi. Telescopio al coperto, serata persa.

O quasi. Perché una serata senza cielo è il momento giusto per fare una cosa che rimando sempre: riguardare le foto.

Le foto rimaste nel telefono

Circa una settimana fa avevo passato una serata intera sulla Luna, quasi piena e già calante, e alla fine avevo provato anche Saturno. Avevo scattato appoggiando il telefono all’oculare, una foto dopo l’altra, senza guardarle davvero. Erano rimaste lì.

Riaprendole, la prima impressione è stata di delusione: la Luna era arancione. Non rossa da eclissi, proprio color albicocca. Il motivo l’ho capito dopo: era bassa sull’orizzonte, e quando un astro è basso la sua luce attraversa molta più aria prima di arrivare a noi. L’atmosfera trattiene il blu e lascia passare il rosso. È lo stesso motivo per cui il Sole al tramonto è arancione.

Cosa ho imparato sistemandole

Le ho passate al computer, con pochi ritocchi: via la dominante arancione, un po’ più di contrasto, dettagli più netti. Niente di inventato: quello che si vede ora c’era già nello scatto, solo nascosto.

Il cratere chiaro con i suoi raggi, fotografato appoggiando il telefono all'oculare.
Il cratere chiaro con i suoi raggi, fotografato appoggiando il telefono all’oculare.

Nella prima si vede bene un cratere chiaro da cui partono lunghi raggi bianchi in tutte le direzioni. Sono i detriti lanciati dall’impatto che lo ha scavato, ricaduti a centinaia di chilometri di distanza. Con la Luna quasi piena, illuminata di fronte, i raggi risaltano più di ogni altra cosa.

I mari scuri e, a destra, i crateri lungo il bordo tra luce e ombra.
I mari scuri e, a destra, i crateri lungo il bordo tra luce e ombra.

Nella seconda il protagonista è il bordo tra luce e ombra, che gli astrofili chiamano terminatore. È lì che conviene guardare: il Sole arriva radente, ogni cratere proietta un’ombra lunga e il rilievo sembra uscire dalla foto. Al centro del disco, dove la luce cade dritta, la Luna appare piatta; sul bordo dell’ombra diventa tridimensionale.

Su una dozzina di scatti ne ho salvati tre. Gli altri erano mossi o fuori fuoco. È la proporzione normale, mi dicono: si scatta tanto e si tiene poco.

Saturno, grande come una lenticchia

Saturno, ingrandito dallo scatto originale: la forma allungata è data dagli anelli.
Saturno, ingrandito dallo scatto originale: la forma allungata è data dagli anelli.

Questa è la foto di cui vado più fiero e che farà sorridere chiunque abbia un minimo di esperienza. È un puntino. Ma ingrandendolo si vede che non è tondo: è allungato, schiacciato ai lati. Quelli sono gli anelli. Con un telefono tenuto a mano davanti all’oculare, senza nessun programma di ripresa, è tutto quello che si può ottenere, e mi basta per sapere che la strada è giusta.

All’oculare, a occhio, Saturno era molto più bello di così: l’ho raccontato nella pagina 3. La differenza tra quello che l’occhio vede e quello che il telefono registra è enorme, ed è il motivo per cui il prossimo passo sarà riprendere un video e lasciare che un programma scelga e sommi i fotogrammi migliori.

La postazione

Il tavolo di quella sera.
Il tavolo di quella sera.

Per la cronaca, questo è il tavolo di quella sera: tablet con lo schermo rosso per non rovinare l’adattamento degli occhi al buio, portatile, oculari, cavi. Rispetto alla prima notte, in cui avevo un telescopio e basta, comincia a sembrare una cosa seria. Comincia anche a volerci un quarto d’ora solo per apparecchiare.

Quello che mi porto a casa

  • La Luna bassa è arancione. Per fotografarla conviene aspettare che salga.
  • Il bordo dell’ombra batte il centro del disco. I dettagli migliori stanno sempre lì.
  • Per i pianeti il telefono a mano non basta. Serve un supporto e serve il video.
  • Una serata nuvolosa non è buttata. Si impara anche riguardando.

Da qualche giorno, nella pagina dell’osservatorio, c’è anche il meteo della notte letto con gli occhi di chi osserva: nuvole ora per ora, umidità, vento. L’ho aggiunto proprio per non montare più tutto e scoprire il cielo coperto all’ultimo.

La prossima pagina, nuvole permettendo: il primo video di Saturno.

Fine dell'articolo

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